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Aborti fai-da-te tra le minorenni:record a Napoli, cresce l’allarme

Donne costrette ad abortire accanto alle partorienti; interventi più frequenti tra le minorenni; aumento del «fai-da-te»; consultori in crisi, tre chiusi a Napoli, e uno – quello di Bagnoli, in Terra dei fuochi – addirittura senza pc; difficoltà a somministrare la pillola Ru486; pochi operatori nei reparti, troppi medici obiettori; difficoltà ovunque nell’offrire la necessaria assistenza psicologica e un servizio di mediazione culturale. «E poi, la penosa fila per le prenotazioni limitate, che costringe le donne ad arrivare all’alba, in diverse strutture sanitarie, per evitare di dover ritornare l’indomani», segnala Rosa Papa, ginecologa e responsabile del dipartimento materno-infantile dell’Asl di Napoli, rilanciando la denuncia della «lotteria allo sportello» fatta dal Mattino e ripresa dall’Espresso.

Eccoli, i nodi irrisolti nell’applicazione della legge 194, che da 40 anni esatti garantisce la possibilità di interrompere la gravidanza in ospedale, senza pagare un euro: se n’è discusso ieri in un convegno organizzato nel palazzo del Consiglio della Regione Campania, che si impegna a risolvere alcune questioni. Un piano per rafforzare le attività, in particolare nei consultori, è alla firma del governatore Vincenzo De Luca.

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