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Casting for Recovery Italia, successo malgrado la pioggia per il terzo ritiro di pesca a mosca dedicato a pazienti operate di cancro al seno.

Elena, Enrica, Lida e Luisa, le “campionesse di resilienza” del terzo ritiro di Casting for Recovery Italia, hanno sfidato col sorriso il tempo inclemente di un maggio freddo e piovoso dimostrando che nella pesca, come nella vita, la capacità di adattarsi agli imprevisti è la strategia vincente.

Scopo di Casting for Recovery è offrire alle pazienti tre giorni di “stacco” dalla quotidianità in un contesto naturale, dove poter condividere esperienze e rilassarsi mentre imparano i rudimenti della pesca a mosca. È stata APR (Alleanza Pescatori Ricreativi) nel 2016 a proporre al reparto di oncologia dell’Ospedale di Carrara questo particolare percorso di supporto psicofisico. L’anno successivo, grazie all’impegno del Volto della Speranza Onlus, delle associazioni di pescatori, del personale medico e infermieristico coinvolto, è stato possibile organizzare il primo ritiro, nel 2018 il secondo e oggi, concluso il terzo appuntamento, sono molti i motivi di soddisfazione per gli organizzatori.

“Il nostro obbiettivo – spiega Laura Pisano di APR – è regalare a queste donne tempo per sé, per ricaricarsi mentalmente e fisicamente in mezzo alla natura, rilassarsi, staccare la mente dai troppi impegni e pensieri che affrontano ogni giorno. Le donne, che sono madri, figlie e sorelle, continuano a pensare alla famiglia e a chi ha bisogno di loro anche nei momenti più duri della propria vita. Ecco, almeno in questa occasione, l’unica cosa a cui devono pensare è mettere se stesse al primo posto e divertirsi pescando.”

A Luisa hanno dato la brutta notizia il giorno del suo compleanno: “Ho avuto paura, lavoro in ambito ospedaliero e so più di altri cosa significa una certa telefonata… ho fatto quello che c’era da fare e il mio pensiero era “Faremo in tempo?” Ma bisogna combattere e andare avanti col sorriso, per fare forza agli altri.” Gli altri sono i familiari e i suoi pazienti, la dedizione così forte che quando ne parla le brillano gli occhi.

La stessa preoccupazione per gli altri è fra le prime cose ad emergere anche parlando con Elena, una combattente di lungo corso: sopravvissuta a 26 anni a un altro tumore, a 46 ha dovuto affrontare il cancro al seno. Sei anni dopo vive da un lato il “non sentirsi mai guarita”, dall’altro la consapevolezza che la malattia che le ha stravolto la vita è la stessa che le ha insegnato a godere di ogni istante.

Lida è un vulcano in eruzione: una vita di lavoro, dentro e fuori casa, allegra, autoironica, scattante. Colpisce la sua vitalità, l’attenzione a tutto… vedendola così, a una salute problematica non penseresti mai. Lei non ne parla, sorvola scrollando le spalle sui tanti problemi e su quella ricaduta che dopo quattro anni l’ha riportata in terapia, “Si vede che doveva andare così – dice – ma tanto io ce la farò!”

E poi c’è Enrica, felice di poter tirare un attimo il fiato in questo momento tanto difficile della sua vita. Racconta, con un sorriso divertito, di quando ha visto la sua oncologa venirle incontro con la cartella sotto il braccio, e già temeva brutte nuove..“Per fortuna era un invito, io mai pescato, nessun idea di che aspettarmi, ma ho detto subito di sì, senza nemmeno chiedere che ne pensasse il mio compagno…è la mia vita, decido io.”

Quest’anno il ritiro si è svolto sotto il segno del maltempo, ma questo non ha fermato le attività previste: gli istruttori, da perfetti pescatori a mosca pronti a ogni clima, hanno adattato il programma alle condizioni meteo, riuscendo infine a svolgerne la massima parte. Si sono fatti i “lanci” al chiuso e, quando la pioggia ha dato tregua, anche all’aperto, e si è pescato, con grande soddisfazione delle pazienti, tutte premiate dalla cattura di almeno un pesce, quando non tre!

Parte fondamentale del programma sono gli incontri di meditazione guidata curati dalla psicologa di supporto al gruppo, Federica Pucciarelli, coinvolta nell’iniziativa dalla sua prima edizione: “Il mio compito – è il commento di Federica – è che possano vivere consapevolmente le emozioni e l’esperienza del momento, senza necessariamente pensare alla malattia. Attraverso il percorso di meditazione possono entrare in contatto con le loro emozioni, con il loro stato d’animo, e questo fa uscire ciò che cercano di nascondere nella vita quotidiana, anche a se stesse. La cosa più importante è che possano sentirsi libere di parlare della malattia senza essere giudicate, senza dover essere forti ad ogni costo. Riescono così a mostrare le loro fragilità, ma anche e soprattutto la loro forza.”

Durante i saluti e i ringraziamenti finali Roberta Crudeli,  Presidente del Volto della Speranza,  presente al ritiro insieme alla Vice Presidente Manuela Simonini, ha ricordato come la Onlus, attiva dal 1982 a sostegno dei pazienti oncologici, abbia creduto nel progetto di Casting for Recovery fin dagli esordi: “Siamo lieti di aver collaborato con l’Ospedale di Carrara offrendo il pieno sostegno economico dell’Associazione a questa iniziativa, che in Europa esiste solo nel Regno Unito e in Italia unicamente da noi; è nostra ferma intenzione continuare a farlo, con l’augurio che possa crescere, diventando sempre più importante.”

Per organizzatori, istruttori e personale medico, il miglior ringraziamento sono le parole delle partecipanti: un’esperienza unica, bellissima, che non dimenticheremo mai, tanta gioia, felicità immensa, condivisione…Infine il “responso” più bello: “Non ci siamo più sentite malate.”

Grazie agli Istruttori del Fly Cub Genova Laura Pisano, Danilo Palermo, Giacomo Catellani, Giorgio Filippone, Riccardo Ghinetti – Al reparto di Oncologia di Carrara, D.ssa Muttini e D.ssa Francesca Federici – A Il Volto della Speranza Onlus –

Info e aggiornamenti su http://www.castingforrecovery.it e sulla pagina Facebook @CastingforRecoveryItalia

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