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Cefalea: cos’è, quali tipi e quali trattamenti?

Una malattia largamente diffusa ma poco conosciuta!

Il mal di testa o cefalea, è un sintomo molto frequente e spesso invalidante, non permettendo di svolgere le normali attività lavorative. Ne soffrono circa 10 milioni di italiani.

È possibile suddividere il mal di testa in: cefalee primarie e secondarie.

Le cause della cefalea primaria non sono sempre specifiche ed identificabili nell’immediato.

Nella maggior parte dei casi, sono legate a fattori ambientali, a scorrette abitudini di vita o a reazioni ormonali.

 Le più frequenti sono: 

l’emicrania
la cefalea tensiva
la cefalea a grappolo

La cefalea secondaria è un sintomo di altre malattie dell’encefalo (infiammazioni, infezioni, malformazioni vascolari, tumori) e della colonna cervicale.

La diagnosi del mal di testa viene formulata in primo luogo attraverso un’accurata raccolta di dati clinici ed un esame neurologico.

La TAC encefalo è di prassi. Mentre la RM encefalo e l’Angio RM encefalo, sono utili per escludere forme di cefalee secondarie.

Che cos’è l’emicrania?

L’emicrania si manifesta nel 10-15% della popolazione ed interessa frequentemente il sesso femminile (70%).

L’età di esordio è più spesso nella pubertà.

Si presenta con un dolore prevalentemente pulsante che interessa più spesso una metà del cranio, un dolore di grado medio o grave, che compare solitamente in modo acuto senza prodromi (emicrania senza aura).

A volte è preceduta da sintomi quali disturbi visivi o del campo visivo (comparsa di immagini scintillanti, amputazioni del campo visivo) oppure parestesie (formicolio all’emivolto o a mano o più arti a volte con disturbi di forza transitori).

In questo caso si definisce emicrania con aura. Il dolore si accompagna a fotofobia, fonofobia, nausea e, a volte, vomito. È intensificato dall’attività fisica. La durata può essere di alcune ore fino a due o tre giorni.

Le cause dell’emicrania sono sconosciute. Sicuramente è presente una predisposizione genetica(molto frequenti le forme familiari), mentre un ruolo importante sembra essere svolto dall’attività ormonale, anche con insorgenza in età puberale.

Un netto aggravamento è dovuto all’uso di farmaci estroprogestinici (anticoncezionali) o durante le mestruazioni.

Altri fattori che possono aggravare l’emicrania sono lo stress, l’uso di alcuni farmaci vasodilatatori, l’abuso di caffeine (piccole dosi migliorano invece l’attacco emicranico) ed alcuni cibi (formaggi fermentati, cioccolato, noci o alcolici, in particolare vino rosso).

In gravidanza e in menopausa, avviene un netto miglioramento o addirittura la scomparsa dell’emicrania.

Cos’è la cefalea tensiva?

La cefalea tensiva rappresenta la forma più comune e relativamente meno dolorosa di cefalea primaria.

Può presentarsi in qualsiasi momento della vita ed è quasi sempre associata a periodi di intenso stress.

La cefalea tensiva si manifesta con dolore diffuso, più spesso costrittivo o urente (sensazione dolorosa di bruciore).

Non si associa a fotofobia (eccessiva sensibilità alla luce), non si accompagna a nausea o vomito. Il dolore è aggravato da situazioni stressanti o dal rumore e l’intensità è lieve o media.

La durata può essere anche di più giorni.

Che cos’è la cefalea a grappolo?

La cefalea a grappolo compare soprattutto nell’età adulta, interessa soprattutto il sesso maschile ed è caratterizzata da crisi frequenti che possono ripetersi per mesi, per poi lasciare un periodo di benessere più o meno lungo (grappoli o clusters).

Il dolore è sempre molto intenso (cefalea da suicidio), interessa solitamente la zona temporale ed una metà del volto.

Si accompagna a congestione della congiuntiva (mucosa dell’occhio) e della narice del lato interessato, può avere carattere pulsante ma più spesso trafittivo.

Gli episodi possono avere una durata variabile, da 15 minuti a 3 ore.

La cefalea a grappolo insorge in seguito a una eccessiva vasodilatazione.

Le cause restano però ancora sconosciute. Sembra che l’attacco emicranico sia generato dalla stimolazione di una parte dell’encefalo (ipotalamo) o da un malfunzionamento del ganglio sfenopalatino e dall’uso di alcuni farmaci.

La maggior parte dei pazienti sono fumatori.

Terapia per l’emicrania:

Per crisi poco frequenti (meno di tre/quattro volte al mese), la terapia contro l’attacco emicranico (o terapia sintomatica) è basata sull’uso di farmaci antinfiammatori.

Attenzione all’abuso di antinfiammatori che può cronicizzare l’emicrania.

Per attacchi di media o alta gravità, si ricorre a farmaci specifici (triptani). Questi farmaci devono essere assunti all’insorgenza dell’attacco.

Se le crisi sono più frequenti, deve essere impostata una terapia profilattica mediante l’uso di farmaci che riducono la frequenza degli attacchi: beta-bloccanti, calcio antagonisti, antiepilettici (topiramato, acido valproico).

Terapia per la cefalea a grappolo:

I comuni antinfiammatori non sono efficaci. Mentre sono indicati i triptani, l’inalazione di ossigeno ed i derivati dell’ergotamina.

La profilassi è basata sull’uso di calcio-antagonisti, carbonato di litio, antiepilettici (acido valproico o topiramato) e prednisone.

Ovviamente, queste terapie devono essere utilizzate solo su prescrizione dello specialista dopo attenta valutazione, a causa della possibile insorgenza di effetti collaterali importanti.


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