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CHI NASCE TONDO NON PUÒ MORIRE QUADRATO

DI MARINA NERI

Chi nasce tondo non può morire quadrato. E non mi riferisco alla mia forma sferica che pur ci calza a pennello, ma alla natura di ognuno di noi.

Credevo che la maturità e la vita potessero cambiarmi. Trasformare una ragazza che ha sempre sognato di cambiare il mondo o il suo intorno in una giovane donna consapevole dei propri limiti e ,poi, in una donna le cui cadute superavano di gran lunga le sue corse , capace di fermarsi.

Invece gli anni sono stati soltanto spettatori rassegnati di quella indomita voglia, inarrestabile anche quando , spinta dalle necessità di scelte e decisioni, occorreva fermarsi.

E il desiderio di fare, di non delegare alla ignavia il mio vivere, mi ha spinta sempre a prodigarmi affinché le parole ” mi arrendo” non entrassero nel mio vocabolario.

Eppure solo chi sa scorgere fra le ombre cupe di uno sguardo, il colore delle lacrime, ha la consapevolezza di quante volte lo scoramento sia stato in procinto di vincere e di farmi dichiarare la resa.

È bastata una parola, un impercettibile sorriso che magari solo io ho voluto vedere , un verso di una poesia, un post letto sul web , la mano dei miei figli, il ” credo in lei” di un cliente, a fungere da pungolo e da Motivatore.

Credo nell’uomo, nelle persone, nelle infinite possibilità dell’animo umano.

La mia più grande forza e il mio limite peggiore. Scommettere sull’uomo oggi è perdente.

Oggi l’ atteggiamento più razionale dovrebbe essere : andate a fanculo tutti ( scusate il francesismo mattutino).

Chiude l’Hospice , un’eccellenza ospedaliera reggina di dono di dignità al percorso verso la morte? Ma che me frega! Problemi loro!

Che l’Acqua Pubblica che due referendum dichiarano tale, la Costituzione sancisce come principio e la Corte Costituzionale ne imprime validità giuridica è venduta, svenduta, resa ” merce”, barattara in nome di favori , è affidata in gestione a società per azioni, a chi importa? Ma che me frega!. Io l’acqua la compro. Problemi di chi non la può comprare.

L’autonomia differenziata, parole su parole a rendere noioso un luglio vacanziero. Ma che me frega! Tanto se mi gira faccio i bagagli e me ne vado a Oslo. Il problema è di chi resta.

E avete ragione tutti. Chi a dire che la Sinistra non si unirà mai perché superbi sono i leader dei mille rivoli autoreferenziali che viaggiano su greti stanchi e oppressi da Storia gloriosa che non sanno ripetere.

Chi a dire che le pie aspirazioni della base alla unità naufragheranno perché non c’è il capitale per potere contare su una organizzazione efficiente e capillare.

Mio padre mi aveva dato due nomignoli: Bastian Vittorio. Bastian aveva per seguito ” contrario” e Vittorio aveva un cognome: Alfieri. Traetene le conseguenze.

Credo che se i partigiani si fossero fermati a valutare, non ci sarebbe stata la Resistenza.

Se Dio avesse voluto vedere solo l’animo degli uomini non avrebbe creato il mondo.

Se Galileo non avesse detto ” eppur si muove” la terra sarebbe ancora piatta e il sole le girerebbe intorno.

Se Colombo non avesse creduto in un sogno il mondo sarebbe finito alle colonne di Ercole.

Cosa voglio dire? Sono una inguaribile sciocca donna, cui gli schiaffi del vivere non hanno insegnato nulla. O forse hanno insegnato tutto.
E in una estrema, irriverente sfida ho detto: parto da me. Vedo se il mio cerchio si allarga.

So che è la mia ultima sfida. Ho messo al servizio della mia terra il mio chi sono, cosa faccio e perché lo faccio.

Non ho ricchezze da elargire, favori da contraccambiare o da potere soddisfare. Ho solo buona volontà, utopia da vendere e fiducia, estrema fiducia, irrazionale fiducia nel cambiamento.

Ma ho detto : Ci sono. Eccomi. Da buona egocentrica che non ne vuole sapere di lasciare il palcoscenico a meri figuranti, incapaci di una sceneggiatura da Oscar.

Chi nasce tondo non muore quadrato. In fondo meglio mangiare la polvere perché spezzati da coerenti piuttosto perché si è strisciato tanto da vermi e da succubi.

Su questi binari viaggia la speranza negli uomini e degli uomini e il sogno di un domani degno di uomini. Altrimenti dovremmo dire: o natura,natura, perché non rendi poi quel che prometti allor?

Foto di Marina Neri

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