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Il baciamani durante la festa, il sindaco: “A posto…se mi hanno fatto la foto”

di Francesco Oliva

SCORRANO (Lecce) – Un clan tanto potente da poter gestire non solo i traffici illeciti ma capace di infiltrarsi negli affari legali passando dalla porta principale, quella del Comune. Con tanto di baciamani al sindaco durante le festa patronale a suggellare un legame estremamente solido, stando a quanto riportato nelle carte dell’ordinanza del gip Sergio Tosi nell’inchiesta “Tornado”. Come avviene nelle feste patronali in Calabria, in Sicilia e in Campania con un rituale che ha scandito inchieste e esaltato la cinematografia del genere.

Le indagini condotte dai carabinieri del Norm di Maglie hanno fatto emergere contatti con il sindaco Guido Stefanelli (indagato a piede libero con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa) finalizzati ad ottenere l’appoggio politico del gruppo per la sua elezione come primo cittadino nelle amministrative del 2017 sia nelle elezioni politiche del 4 marzo 2018. All’indomani del voto, la consorteria ha chiesto il conto relativamente alla promessa della gestione del Parco comunale “La Favorita” e alla concreta possibilità di gestire anche i parcheggi a pagamento comunali, sempre grazie all’intercessione del Sindaco. Tuttavia nel prosieguo i piani originari sarebbero stati sconvolti in parte dagli equilibri politici determinatisi in seno al Consiglio comunale in parte da ostacoli di natura burocratica.

Il sindaco potrà controbattere alle accuse giovedì prossimo dinanzi al pm. “Abbiamo piena fiducia nella Magistratura”, precisa l’avvocato Luigi Corvaglia, “speriamo di poter chiarire la nostra posizione davanti al magistrato”.

Ma andiamo nello specifico ripercorrendo la ricostruzione di investigatori (al lavoro i carabinieri del Norm di Maglie) e inquirenti (l’aggiunto della Dda Guglielmo Cataldi e il sostituto Maria Vallefuoco). Trait d’union tra il primo cittadino e la consorteria sarebbe stato Massimiliano Filippo, dipendente della Cooperativa Nuova. In una conversazione, dopo aver interloquito con Salvatore Maraschio e Francesco Amato, avrebbe contattato il sindaco riferendogli di aver comunicato ad Amato le modalità di voto in occasione delle consultazioni politiche che si sarebbero tenute il successivo 4 marzo del 2018 (“Eh…che poi gli ho dato…gli ho dato pure come si deve votare…”) con Stefanelli che raccomandava: “Eh…spiegagli bene…sennò si imbrogliano lì…ma a quello il sabato gli devo mostrare….”. Il contatto tra questi interlocutori avveniva in relazione al desiderio di una parente stretta di Amato di mangiare del sushi.  Filippo avrebbe prontamente contattato il sindaco che, immediatamente, si sarebbe messo a disposizione. Nella stessa serata Filippo comunicava al sindaco l’entusiasmo mostrato dall’interessato per il “piacere” ricevuto e soprattutto per la velocità con cui il primo cittadino si era adoperato. Si udiva così Stefanelli inorgoglirsi e, nel contempo, chiedere appunto a Filippo se ne avesse approfittato per spiegare nei dettagli al suo interlocutore (“se no si imbrogliano”) le modalità di voto (Filippo: “gli ho detto poi basta che mi mette una croce sotto il simbolo”) per le imminenti consultazioni politiche. I due infine concordavano sul fatto che la cosa migliore sarebbe stata fornirgli le indicazioni per compilare la scheda elettorale all’ultimo momento (Stefanelli: “Ma quello il sabato gli devo mostrare”).

Subito dopo le elezioni una conversazione appare documentare l’incontro tra il sindaco e Maraschio si era evidentemente concluso con la promessa della gestione del Parco “La Favorita” al di fuori di ogni schema legale, ma semplicemente “sulla parola” di chi, invece, avrebbe dovuto avviare la procedura pubblicistica per la selezione dei concorrenti. Le successive conversazioni ricostruiscono un “summit” nell’abitazione di campagna degli Amatoe le difficoltà emerse nell’affidamento del parco. Tanto che Francesco Amato intimava Salvatore Maraschio di contattare il sindaco e Filippo e di portarlo in un luogo non meglio indicato: “…e vedi di chiamarlo e digli tra un’oretta deve farsi trovare…dovete farlo salire in macchina con voi e portarlo in campagna poi vi dico io dove lo dovete portare a lui…a Guido (Stefanelli) e Massimo (Filippo) che adesso mi hanno rotto i coglioni tutti”. All’incontro Amato si presentò con un’arma, un fucile. Al termine dell’incontro Amato fece riferimento al terrore generato dall’arma in particolare nei confronti del sindaco che, quasi piangendo, aveva tentato di giustificarsi. Tanto che Presicce chiese ad Amato: “Ma tu gli hai detto come ti abbiamo fatto salire ti facciamo scendere…”. Da ultimo Amata riferiva delle condizioni imposte al sindaco: “Hanno rotto i coglioni hanno rotto…io ho detto io la Favorita non lo voglio…adesso gliel’ho detto…non me lo prendo…ma se non lo prendo io non lo prende nessuno (sorride) adesso gliel’ho detto…”

Nel contempo, dal prosieguo dell’attività captativa gli investigatori raccoglievano l’impegno profuso dal primo cittadino per superare tutti gli ostacoli burocratici frapposti all’assegnazione del parco “Favorita” al gruppo Amato laddove Stefanelli, colloquiando con l’interlocutore di turno, faceva riferimento a problemi (di natura burocratica) imputabili alla passata amministrazione, legati da ultimo al fallimento della società che fino a quel momento aveva gestito il Parco nonché, ed ancor prima, alle modalità di aggiudicazione, laddove si commentava in merito ad un’apparente organizzazione di una gara d’appalto con partecipazione di altro concorrente “fantoccio”, il quale avrebbe poi formalizzato la sua rinuncia.

E’ un fatto poi il commento dell’ennesimo attentato dinamitardo consumato proprio nei pressi dell’abitazione del primo cittadino nel maggio del 2018, rispetto al quale, al solito, non si registravano denunce alle forze dell’ordine. Al contrario Stefanelli si sarebbe affannato a cercare un appiglio procedurale per poter evidentemente tenere fede agli impegni assunti. “Senti un attimo”, riferiva il sindaco, “per quanto riguarda il Parco Favorita, quando sono venuti i ragazzi noi gli abbiamo chiesto la polizza fideiussoria, loro non l’avevano proprio o era scaduta?. Stefanelli, per avere certezze che i precedenti gestori del parco “Favorita” non avessero intenzione di partecipare nuovamente alla gestione, chiedeva se avessero rinnovata la polizza: “Quindi non l’avevano rinnovata vero?”. Il Sindaco a quel punto esultante esclamava: “Non l’hanno rinnovata, va bene, perfetto!” a significare che, in un futuro prossimo, non ci sarebbero stati problemi di concorrenza.

Conversazione dalla quale può evincersi come gli stessi rappresentanti delle Istituzioni pubbliche locali riconoscano l’esistenza sul territorio da loro amministrato di un’associazione di tipo mafioso. Dal canto suo in una conversazione lo stesso sindaco, durante una passeggiata tra le bancarelle (allestite per la festa patronale) era passato davanti a quella dei congiunti Amato e si era dovuto fermare per salutare venendo avvicinato e baciato, esternando al suo interlocutore nessuna vergogna per il gesto compiuto ma timore per le conseguenze qualora qualcuno avesse assistito alla scena. Così, in una successiva conversazione, di appena un’ora dopo, colloquiando con un soggetto non identificato, riferendo del bacio ricevuto, diceva testualmente: “Aspetta che io alle 2.30 sono passato davanti alla “baracca” di Giuseppe (Giuseppe Amato) e stava seduto là davanti, mi sono dovuto fermare per salutarlo, si è alzato e mi ha baciato…cioè proprio….A posto, ho detto… se mi hanno fatto la foto…ride…”.

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