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«Nessun cedimento», da Abali Basta i riscontri sulla visita dell’assessore.

« Nessun  cedimento, nessuna concessione, quanto la legge ha previsto, deve essere mantenuto». Questo in sintesi quanto dichiarano i portavoce del movimento spontaneo di cittadini Abali Basta durante una movimentata trasmissione televisiva. Lo dicono con la solita determinazione e chiarezza, senza mostrare alcuna soddisfazione per l’esito della recente visita dell’assessore alla Sanità Mario Nieddu.

La visita che si è svolta il 7 giugno scorso, al Paolo Dettori, presenti anche i cittadini di Abali Basta, lascia dunque aperte tutte le mille contraddizioni sulla vertenza Paolo Dettori. L’assessore evita con l’abilità di uno slalomista tra i paletti di una gara di sci di parlare di fatti concreti. Il dire e non dire, che rammenta ai più accorti, le tante vicende passate col predecessore Luigi ARRU.

«Non si chiude, nessuno vuole farlo, anzi di potenzia l’offerta».  Lo avevamo già udito chiaramente dall’esponente del PD che venne a Tempio lo scorso 24 ottobre, accolto da una muraglia di persone. A quella gente, un balbettante ed ingannevole Arru, disse più o meno le stesse parole. Peraltro, anche rabbonendo la gente con il suo impegno immediato  a risolvere le questioni urgenti aperte. Nessuna parola spesa però per quella famigerata deroga ministeriale al DM 70 che fu allora, come oggi, una mera baggianata. Se si tratta di sospensione,  sul Punto Nascite,  l’attività deve riprendere non appena terminano i motivi dell sospensione stessa. Invece, dall’aprile del 2018, il servizio di ostetricia e anche di ginecologia risultano chiusi a cemento armato. 

Abali basta, “nessun cedimento”.

Durante la trasmissione da me condotta su RTG, due dei portavoce del comitato Abali Basta, Alessandro Cordella e Mario Satta, hanno ripercorso la giornata di una settimana fa (7 giugno) quando Nieddu giunge al Paolo Dettori di Tempio.

Con loro anche Marcello Doneddu, ex amministratore comunale e presidente di quella commissione sanità della giunta Frediani che scoprì il disegno demolitore sul nostro ospedale che in pochi anni ci porta allo stato attuale.

Cordella.    « Siamo del tutto insoddisfatti dell’incontro con Nieddu, Stiamo cercando di valutare quanto abbiamo ascoltato sul Blocco Parto. Attendiamo una posizione precisa del primario Careddu sul punto nascite, chiuso dal mese di aprile 2018. Nessuno più di lui può dirci il perché il servizio non sia riaperto anche dopo la ricostruzione dell’organico, oggi sufficiente a far ripartire il servizio stesso. Sono le sue parole a dirlo, le abbiamo sentite tutti che oggi il reparto è “quasi” al completo ma certo potrebbe già essere operativo. Le criticità ostative alla riapertura sono cadute, non capiamo come mai ci sia la necessità di ulteriore attesa».

Satta.  « Preoccupante la superficialità con cui Nieddu affronta l’incontro. Nessuna presa d’atto della serietà delle istanze denunciate anche dai vari medici durante la visita, così come un atteggiamento di leggerezza per le problematiche del territorio. Nonostante Abali Basta avesse chiesto un incontro, accettato peraltro, privato con lui, ci ha dedicato pochi minuti tra una massa di persone e per giunta in ospedale.

Ricordo che lui sapeva di un breve incontro in altro ambiente riservato, ma sollecitato da un consigliere al seguito, ci ha dedicato appena qualche parola. Quel che ci aspettiamo è un impegno importante da parte dell’assessore tempiese, Andrea Biancareddu, Vogliamo che dia seguito a quella che è stata la sua lotta in questi anni quando lui era sindaco».

Nessun cedimento per la Chirurgia, né su altri punti della vertenza.

Sulla questione reparto di Chirurgia, i due esponenti di Abali Basta sono ugualmente chiari e determinati. Manco a dirlo, non ci sarà nessun cedimento nemmeno sugli altri servizi allo sfascio.

Cordella e Satta  «Che non si pensi che siamo disposti ad accettare questa sospensione temporale del servizio di chirurgia. sugli altri punti della questione.i 65 giorni di occupazione si sommano a tutti gli altri successivi al 21 dicembre, quando lì’occupazione è cessata. Di fatto, siamo sempre in azione da 236 giorni.

Se, come stabilito, il 1 luglio viene sospesa l’attività per dare la possibilità al personale di godere delle ferie, legittime, e chiudere il reparto, saremo in procura con un altro documentato esposto. Nessuno ha da dire sulle ferie, ovviamente, semmai sulla mancanza di trasparenza di una direzione sanitaria che ha avuto anche la possibilità di un sostituto che voleva venire a Tempio dalla Asl di Nuoro e non ha avuto risposta. Si preferisce “sospendere” d’imperio anziché pensare a risolvere come si dovrebbe una criticità. Atteggiamenti e decisioni già viste in questi anni per tanti servizi sanitari del Dettori. L’atto dell’ATS, con cui si sospende il servizio, risale ad aprile. Hanno avuto tutto il tempo di risolvere il problema».

Il Mater, l’origine di tutti i mali della sanità pubblica

Doneddu « Inutile far credere il contrario. Ormai lo sappiamo che è in atto un vero e proprio esproprio della sanità pubblica a causa dell’ospedale Mater Olbia. Se sui circa 500 posti letto della sanitò pubblica sarda, oltre 200 sono tolti per darli all’ospedale del Qatar, e ribadisco “del Qatar”, è evidente che il disegno di svendita è ampiamente in atto. Posti letto a regime convenzionato con la sanità pubblica ma che vengono meno agli ospedali di Tempio, La Maddalena e di altri presidi periferici o comunque non  ai DEA di 1° livello».

Doneddu non ci va morbido sulle cause dello sfascio della sanità pubblica sarda. Esamina dettagliatamente, con minuziosa analisi sviscera i retroscena, fa i nomi dei responsabili e valuta sia le ragioni economiche che quelle sanitarie che oggi vedono alcuni ospedali al tracollo. La sua è una preparazione decisamente pertinente, dovuta agli anni in cui lui e la sua commissione sanitaria comunale, ad hoc costituita, illustrava con dati e documenti quanto stava per accadere. Anche su questa questione apertissima, e ancora sotto la luce delle procure sarde e anche nazionali, nessun cedimento da parte sua e del comitato Abali Basta. 

« C’è un Pater Olbia, che è il PD nazionale e sardo, e una Mater Olbia che è l’ex deputato Giampiero Scano. Sotto la lente d’ingrandimento delle procure ci sono diversi nomi, sono politici ma anche legali, amministratori della giustizia».

Non ci vanno morbidi nemmeno i due portavoce di Anali Basta, Satta e Cordella che dichiarano:

Abali Basta  sul Mater Olbia,”Anche su questa vicenda nessun cedimento”.

« Il Mater è lo scivolamento del centro sinistra su posizioni neo liberiste. Se l’attuale maggioranza al governo regionale, fosse su posizioni serie come annunciato in campagna elettorale, dovrebbe ripensare alla rimodulazione della convenzione. Certo, c’è attualmente una via giudiziaria ma sarebbe auspicabile che ve ne fosse una politica. Non scordiamo che c’è stata anche una vicenda meridiana legata sempre al Qatar, è tutto un progetto strategico del paese arabo che solo di recente, anche per la questione Mater, sta avendo dei chiarimenti. Riteniamo che una convenzione rimodulata da parte del governo regionale, sarebbe il minimo sindacale per riavere quanto tolto alla sanità pubblica».

In ultimo, da Abali Basta, una doverosa precisazione.

« Teniamo a dire che la partecipazione alla trasmissione televisiva di ieri, è stata discussa nel comitato che ha dato a noi due il mandato per la rappresentatività dell’intero comitato. E’ bene ribadire che nessuna decisione, nessuna azione, viene a priori portata avanti senza il volere dell’assemblea sovrana di Abali Basta».

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