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Prestazioni sanitarie out of pocket, nel 2019 previsto un aumento

Secondo il report Censis-Rbm presentato a Roma il 13 giugno un italiano su due è “rassegnato” e non prova neanche a prenotare una prestazione sanitaria con il Ssn, ma va direttamente nel privato
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Redazione Aboutpharma Online
13 giugno 2019

Secondo le valutazioni fatte da Roberto Vecchietti, Ad e Dg di Rbm, durante la presentazione del IX rapporto congiunto con Censis a Roma il 13 giugno, i Lea rimangono inaccessibili per troppi individui. Inevitabile per questa fetta di popolazione, avvicinarsi alle strutture private e pagare di tasca propria le prestazioni che aumenteranno da 95 a 155 milioni.

Rassegnazione?

“Nel 2019 – prosegue Vecchietti – quasi un italiano su due (il 44% della popolazione), a prescindere dal proprio reddito, si è ‘rassegnato’ a pagare personalmente di tasca propria per ottenere una prestazione sanitaria senza neanche provare a prenotarla attraverso il Ssn. I dati parlano chiaro”.

Pianificazione per la sanità integrativa

“Occorre pianificare un veloce passaggio da una sanità integrativa a disposizione di pochi (circa 14 milioni di italiani hanno una polizza sanitaria) a una sanità integrativa diffusa. Un vero e proprio “welfare di cittadinanza”, attraverso l’evoluzione del welfare integrativo da strumento “contrattuale” a strumento di “tutela sociale”. Non bisogna dimenticare, infatti, che i bisogni di cura crescono con il progredire dell’età e con l’insorgenza di malattie croniche o di lunga durata”, prosegue Vecchietti.


Liste d’attesa

Vecchietti snocciola alcuni dati. Su cento tentativi di prenotazione nel servizio sanitario di visite ginecologiche sono 51,7 quelli che transitano nella sanità a pagamento, 45,7 le visite oculistiche, 38,2 quelle dermatologiche e 37,5 le visite ortopediche. Tra gli accertamenti diagnostici, su cento tentativi di prenotazione pubblico, transitano nel privato 30,1 ecografie, 27,4 elettrocardiogrammi, 26,3 risonanze magnetiche e 25,7 Rx.

Spesa sanitaria privata: in crescita per il 2019

La spesa sanitaria privata si attesta oggi a 37,3 miliardi di euro e il rapporto stima che nel 2019 si possa arrivare appena al di sotto di 42 miliardi di euro. Più 7,3% dal 2014 a causa soprattutto dell’allungamento dei tempi delle liste d’attesa. “Dall’inizio della crisi, in circa dieci anni – sottolinea Vecchietti – la spesa pubblica per la salute in Italia si è fermata, mentre la spesa delle famiglie ha continuato a crescere. Nella maggior parte dei percorsi di cura gli italiani si trovano a dover accedere privatamente a una o più prestazioni sanitarie. E la necessità di pagare di tasca propria cresce in base al proprio stato di salute (per i cronici la spesa sanitaria privata è in media del 50% più elevata di quella ordinaria, per i non autosufficienti è in media quasi 3 volte quella ordinaria) ed all’età (per gli anziani la spesa sanitaria privata è in media il doppio di quella ordinaria)”.

Le voci di spesa

Sono pagate nel 92% dei casi le cure odontoiatriche (che hanno un costo medio più elevato di 575 euro). I farmaci rappresentano la seconda voce di spesa pagata direttamente dai cittadini in termini di costo medio (380 euro) e la prima in termini di frequenza (38%). Costi medi oltre i 220 euro per lenti e occhiali e di 185 per protesi e presidi, ma con frequenza decisamente più contenute (rispettivamente 18% e 9%). Più alto il presidio pubblico sugli esami diagnostici, che comunque vengono pagati privatamente nel 23% dei casi, e sulle prestazioni ospedaliere, dove comunque i cittadini sostengono direttamente i costi dell’acquisto in quasi il 10% dei casi. La necessità di ricorrere a prestiti e credito al consumo per finanziare le proprie cure passa dal 10,54% al 27, 14%.

La spesa sanitaria intermediata

Tra il 2013 ed il 2018 a fronte di una crescita del + 9,9% della spesa sanitaria privata la spesa sanitaria “intermediata” dalla sanità integrativa è cresciuta del + 0,5%. Importanti anche i dati sulla capacità di rimborso della spesa sanitaria privata da parte della sanità integrativa. Se in media infatti un cittadino finanzia l’85% delle cure private aderendo ad una forma sanitaria integrativa l’ammontare da pagare di tasca propria per le medesime cure scende al 33% perché quasi 2/3 della spesa sono rimborsati dalla polizza sanitaria a carico dell’assicurato.

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