Home / Menopausa / Vampate, combattile a tavola

Vampate, combattile a tavola

Gli estrogeni sono gli ormoni femminili, quelli che a partire da una certa età cominciano a diminuire. Il progressivo calo della funzione ovarica è qualcosa di assolutamente naturale, anche se alcuni disturbi come vampate, difficoltà a controllare l’appetito e irritabilità, rendono questa fase più difficile.

Cosa sono i fitoestrogeni

Per bilanciare, almeno in parte, la diminuzione nella sintesi di ormoni femminili è possibile ricorrere ad alcuni alimenti che sono fonte di fitoestrogeni (fito significa pianta in greco), ovvero di sostanze che sono presenti in alcune piante e che, una volta digerite e metabolizzate, si legano ai recettori degli estrogeni, svolgendo un’attività simile ad essi e compensando così, almeno in parte, la ridotta produzione ormonale, dovuta alla fine dell’età fertile. I fitoestrogeni fanno parte della grande famiglia dei polifenoli, che sono molecole dotate anche di azione antiossidante.

Dove si trovano

I principali fitoestrogeni sono gli isoflavoni, i lignani e i cumestani.

• Gli isoflavoni: sono le sostanze ad attività estrogenica più significativa e sono quelli sui quali si sono maggiormente con­centrati gli studi. Sono contenuti nella soia e nei suoi derivati, ma sono presenti anche in legumi come lenticchie, piselli, fagioli, finocchio, grano saraceno e avena.

• I lignani: sono sostanze simil-estrogeni che contenute nella buccia dei semi e nei cereali integrali. Sono presenti anche nell’olio extravergine d’oliva, in alcuni frutti come quelli di bosco e, in quantità inferiori, in carote, finocchi, aglio, cipolla.

• I cumestani :si formano prevalentemente durante i processi di germinazione e sono presenti nei fagioli e nei semi di girasole.

Quanti assumerne

È piuttosto difficile mettere un limite ai fitoestrogeni da fonti alimentari, poiché la loro presenza nei cibi non è costante. Alcune indicazioni sono state date per gli isoflavoni. Il Ministero della Salute indica come dose massima consentita 80 mg al giorno di isoflavoni: viene ritenuta sufficiente una porzione di tempeh, uno yogurt oppure un bicchiere di latte di soia.

Cosa fanno: Riducono i disturbi della menopausa e anche il colesterolo

L’interesse nei confronti dei fitoestrogeni è cresciuto con il tempo, soprattutto perché il loro uso può servire a prolungare la giovinezza de le donne. Le prime ricerche sono nate a seguito dell’osservazione di una ridotta incidenza di sintomi legati alla menopausa nelle donne orientali, la cui alimentazione era ricca di cibi fonte di fitoestrogeni. Diversi studi hanno dimostrato che il loro consumo fa diminuire la frequenza delle vampate. Una dieta in cui sono presenti queste sostanze sembra avere anche un leggero effetto protettivo sull’osteoporosi della colonna, migliorando la densità ossea a livello lombare. Numerosi sono gli studi sui loro effetti benefici nella riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue, dal momento che i fitoestrogeni intervengono sul metabolismo dei grassi.

Che relazione c’è tra fitoestrogeni e tumori?

Prevengono il cancro o ne aumentano il rischio? La confusione in materia è molta. Alcuni studi hanno notato che il consumo di alimenti ricchi in fitoestrogeni è associato a una diminuzione del rischio del tumore del seno, mentre non ci sono prove certe della relazione tra il loro consumo alimentare e un aumento del rischio di tumori sensibili agli ormoni (seno, endometrio, prostata). E’ vero però che dopo una diagnosi di tumore, occorre valutare con il proprio medico l’opportunità di consumare alimenti con fitoestrogeni (in particolare soia).  

Altri Articoli per Te

Check Also

Chiara Ferragni in intimo super sexy: i commenti odi et amo dei fan

Chiara Ferragni non si fa certo delle remore nell’indossare completini super hot o costumi very …